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Omelia di giovane gay a messa di mezzanotte

«Questo per noi – commenta Aurelio Mancuso, segretario Arcigay – è un fatto eccezionale». E l’onorevole Franco Grillini: «Esiste una spaccatura tra la gerarchia romano-cattolica e la base stessa della chiesa cattolica».

di , la Repubblica, 27 dicembre 2003, p. 20

FOGGIA – «Sono venuto in questa chiesa per parlarvi di omosessualità». Alla messa di mezzanotte del 24 dicembre di Rignano Garganico, paesino di duemila abitanti in provincia di Foggia, don Fabrizio Longhi, parroco di frontiera, ha affidato l´omelia a un ragazzo di 20 anni, gay e credente. Così Pasquale Quaranta, salernitano, nella notte di Natale, ha raccontato la sua storia di omosessuale e il suo percorso di fede in una chiesa gremita di fedeli, stupiti e attenti. «Quando nella navata si è alzato un forte brusio, le mie gambe hanno cominciato a tremare, ma alla fine è stato il Natale più vero della mia vita» dice ora Quaranta. «Questo per noi – commenta Aurelio Mancuso, segretario Arcigay – è un fatto eccezionale». E l’onorevole Ds Franco Grillini: «Esiste una spaccatura tra la gerarchia romano-cattolica e la base stessa della chiesa cattolica, più vicina alla gente e ai cambiamenti sociali».

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